Tracce e invenzione della memoria. Il Carnevale di Trindad e Tobago nel 2012

Maica Gugolati– M.A. in anthropology at EHESS (Paris, France)

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Trinidad e Tobago, due isole di un’unica nazione situate all’estremo sud dell’arcipelago caraibico, sono il luogo “materno” dei carnevali diasporici anglofoni. Il carnevale è uno dei simboli nazionali e identitari post indipendenza; tratto dai coloni e ripreso come mezzo di ribellione e di rivendicazione sociale, esso è la voce collettiva di del paese che si esprime annualmente nella libera creatività della danza delle arti visive-plastiche e in quelle musicali. Port of Spain, situata nell’isola di Trinidad è la capitale del paese ed epicentro del carnevale. I tribagoriani vivono la sindrome del carnevale in cui la carica emotiva dell’attesa annuale estremizza il desiderio catartico di pazzia e di libertà che distrugge temporaneamente i tabù sociali quotidiani. Ciascun cittadino vive esperienzialmente lo spirito multi-sfaccettato del carnevale che si dispiega in esperienza musicale, con i concorsi di alcune forme musicali locali come la Calypso, la Soca, il Rapso e il Pan, e in esperienza “teatrale urbana” nelle diverse forme del carnevale stesso come la Camboulay, il Jouvay, il Traditional Carnival e la Pretty Mas’. Il fervore esuberante permette, anche se solo per un momento circoscritto dell’anno, di vivere la città e le comunità in una pacifica e pubblica convivenza

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